cristian sacchetti

Il tetro circo. Ecclestone e la F1 perdono contatto con la realtà.

“Nostra richiesta:Libertà No:Formula”. Striscione di protesta nel Bahrain. Tom Cary for The Telegraph

Si è concluso, sotto la moltitudine di polemiche, il Gran Prix del Bahrain. Un gran premio che verrà ricordato  più per le polemiche che per la gara. Una gara che avrà sicuramente, anche al più esaltato degli appassionati, fatto capire in quale altro mondo viva questa F1 e che razza di tetro circo questa manifestazione sia diventata.  Non è certo una novità il fatto che questo sport faccia parte di un altro pianeta, il pianeta F1, dove quello che conta è solo lo sponsor, i soldi e il mercato più redditizio. Sono ormai più di una decina d’anni che la F1 ha preso contatto non solo con il mondo normale, ma anche con il mondo dei veri appassionati di gare automobilistiche,  quelli che andavano a vedere il GP dal venerdì mattina fino alla domenica sera. Negli ultimi anni la F1 è diventato un triste circo fatto di loschi personaggi, sponsor che dettano legge e di paesi che si accaparrano una fetta del calendario perché, nonostante se ne freghino dell’automobilismo, è un bell’evento mondano internazionale che vale la pena di ospitare. E il resto? Gli appassionati, i circuiti storici, il vero (e vecchio) automobilismo? Chi se ne frega! La parola d’ordine è fare soldi! E così il pagliaccio di Ecclestone dirige il suo tetro circo e la F1 diventa una triste (e noiosa) manifestazione che di automobilismo ha solo il ricordo.

Tribune deserte al GP di Bahrain. © AP Images

Il GP del Bahrain è stato il vertice massimo della mancanza di realtà di questo sport. Non che altri sport, vedi il calcio, siano meno fuori dal mondo, ma pure nel mondo del pallone ci sarebbe stato quel minimo di saggezza che avrebbe spinto i dirigenti calcistici, in una situazione come quella del Barhain, a sospendere la gara e rinviarla (se possibile) ad altra data. Invece, secondo Ecclestone, non c’era niente di preoccupante nel piccolo paese arabo, e come nulla fosse ha mandato avanti lo spettacolo. Gara disputata, tribune vuote, nessun addetto che ha parlato delle proteste che erano in corso e via, smontata la baracca e di corsa verso il nuovo circuito. Complimenti, gran bello spettacolo!
Un anno di rivoluzione, morti, proteste, critiche da parte dei media ed alcune case automobilistiche e per il signor Ecclestone non c’è niente di strano anzi, ha liquidato il tutto con un semplice commento su SkySport UK. “Non posso sospende la gara. Non ha niente a che vedere [la protesta] con noi. Abbiamo un accordo per essere qui [in Bahrain], e qui siamo”.
Si caro Ecclestone, il vero mondo, quello normale, non ha niente a vedere con voi. E allora “the show must go on”, come direbbe il capo di questo tetro circo.

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Questa voce è stata pubblicata il 26 aprile 2012 da in Mondo, Sport.

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