cristian sacchetti

Boicottare EURO 2012? Forse, boh, chissà…

La situazione precipita in Ucraina e tutti sono rimasti a guardare.

 
Le notizie che negli ultimi mesi sono arrivate dall’Ucraina, delle presunte percossa subite in carcere dall’ex-primo ministro Yulia Tymoshenko, non dovrebbero aver scandalizzato nessuno. Infatti non è una notizia nuova, ne tantomeno scioccante, il fatto che politicamente l’ex-stato sovietico sia uno dei più instabili e corrotti dell’intero continente. Quello che invece dovrebbe far notizia e polemiche, sono l’atteggiamento dei due organizzazioni, la UEFA e l’Unione Europea.
Cosa stanno facendo queste due potenti ed influenti istituzioni per risolvere il problema o per punire lo stato Ucraino? La risposta è semplice. NIENTE!
In questi mesi si è parlato del problema, lo si è condannato, si è pure parlato di drastiche punizioni da attuare, ma alla fine non si è fatto niente. L’Europa guarda e l’Ucraina se la ride.

 

Ucraini in piazza durante la Rivoluzione Arancione (©peacereporter.net)

UNO STATO INSTABILE- L’Ucraina è, da quando diventò indipendente nel 1991, un paese che ha vissuto periodi d’instabilità, un paese con una grande divisione tra ricchi (pochi) e poveri (molti) e soprattutto una nazione che ancora non ha una sua propria identità, divisa dai chi vorrebbe diventare sempre più Europae chi continua a guardare alla Russia come stretto alleato. Questa mancanza di una vera identità nazionale ed una classe politica non all’altezza, fanno si che in questo stato ci siano piccoli periodi di crescita e stabilità e lunghi periodi di instabilità, corruzione e mal politica. Tutti hanno nella memoria i fatti della “Rivoluzione Arancione” e di quel sogno di una trovata stabilità politica e sociale. Quel sogno è durato poco, giusto il tempo di un’altra crisi politica, nuove elezioni, una serie di governi instabili, eliminazione di politici influenti e crisi diplomatiche con il vicino russo. L’Ucraina si ritrova, dopo più di vent’anni dall’indipendenza, esattamente nello stesso punto di prima, instabile, corrotta e soggettaalla prepotenza della vicina Russia.Da territorio sovietico a stato indipendente non è cambiato nulla, è tutto rimasto uguale.

La Tymoshenko mostra le ferite causate delle percossa subite in carcere (© AP Photo)

 

Cani randagi sterminati in Ucraina per pulire le strade prima dell’Europeo (© The Sun)

 
LA STUPIDITA` DELLA UEFA- Conoscendo un minimo di storia dell’Ucraina o semplicemente ricordando quello che accadde recentemente in quello stato viene giustamente da chiederci: perché la UEFA ha dato la possibilità a questo paese di ospitare gli Europei? La risposta è una sola. Perché la UEFA, come pure la FIFA, sono organizzazioni sportive con dei dirigenti che non sempre si sonodimostrati all’altezza della situazione.
MonsieurPlatini, grande ex-giocatore ma presidente mediocre, comanda un gruppo di dirigenti che negli ultimi anni non hanno avuto molte idee che si possano definire intelligenti.

Il presidente UEFA Michel Platini. (© calcioblog.it)

Alcuni esempi. L’aggiunta di due arbitri, uno per ogni area di rigore, invece della tecnologia nel calcio stile rugby, la cosiddetta “moviola in campo” e la graduale eliminazione delle coppe europee in vecchio stile (Champions League, Coppa UEFA) per la creazione di una sempre più ampia e potente Champions e di una Coppa UEFA stile Serie B (oggi Europa League).
E’ chiaro che questa organizzazione non è in grado di gestire il calcio europeo. Agli occhi di tutti la UEFA sembra fuori dal tempo, che viva su un proprio pianeta e che non abbia nessuna intenzione di ascoltare chi continua a criticare le idee e politiche effettuate fino a questo momento.

GLI ALTRI- Cosa stanno facendo tutte le altre istituzioni? Niente! L’Unione Europea, come ogni volta che si trova di fronte ad un gran problema, ha temporeggiato, discusso inutilmente e concluso niente. Non una vera e forte critica, non una presa di posizione seria, soltanto un misero rimprovero. Insomma, uno schiaffetto sul sedere e nient’altro.
I governi Europei? Le federazioni calcistiche? I media? Niente. Niente. Niente. I media, soprattutto quelli Italiani, si sono limitati a qualche misero articolo senza veramente criticare, come gli Inglesi che hanno registrato un documentario per la BBC che poteva essere fatto meglio. Solo i media tedeschi si sono comp[ortati all’altezza della situazione. I governi hanno affermato nei mesi precedenti che probabilmente non avrebbero mandato rappresentanti alla cerimonia d’inaugurazione e alcuni stati, come Germania ed Inghilterra,  hanno confermato che non invieranno rappresentanti di governo alle gare che si disputeranno in Uraina. Una mossa ridicola, che non ha nemmeno fatto intimorire il governo a Kiev e che ha messo in ridicolo in nostri “saggi” governi. Le Federazioni hanno detto qualche parla ma niente di preoccupante.
Qualche mese fa, il ministro italiano degli Affari Regionali, del Turismo e dello Sport, Piero Gnudi ha dichiarato che “Lo sport non può voltarsi dall’altra parte”, mentre il ministro dell’ambiente tedesco, Norbert Roettgen, ha affermato che i governi europei dovrebbero boicottare i match in programma in Ucraina come forma di protesta. Tante belle affermazioni ma nessuna vera dichiarazione di boicottaggio.

 
Sarebbe bastato così poco per cambiare le cose. Se le federazioni delle cinque più potenti nazionali, Spagna, Germania, Italia, Francia ed Inghilterra, avessero annunciato di boicottare il torneo solo in Ucraina (la Polonia, co-organizzatrice dell’evento, non ha niente a che fare con questo pasticcio) ci sarebbe stato sicuramente l’intervento non solo della UEFA, ma anche della EU e delle varie multinazionali che sponsorizzano l’evento, per evitare il disastro.
Però non c’è mai state vere prese di posizione e nemmeno una strategia comune per risolvere il problema Ucraina.
Uno stato agisce come vuole, contro ogni logica democratica e civile, e l’Europa guarda. Un Unione Europea senza attributi e una presenza fantasma quando viene invocata. L’Europa guarda e non reagisce.
Il torneo viene inaugurato e le partite giocate come se le critiche non fossero mai esistite. E l’Ucraina se la ride.

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Questa voce è stata pubblicata il 10 giugno 2012 da in Europa, Sport.
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