cristian sacchetti

La “maledizione Azzurra”

Italia-Germania è più di una semplice partita.

 

Lo scorso giovedì abbiamo vissuto il momento più bello dell’Europeo, il vertice massimo della gioia calcistica. E’ vero che la finale è stata una tragedia e che la coppa non è in bacheca a Roma, ma noi la gioia più grande l’abbiamo avuta nella semifinale e, l’eventuale vittoria del torneo, sarebbe stata una semplice ciliegina sulla torta. Quell’incontro sarà ricordato da noi come la partita del torneo per un semplice motivo: è stata Italia contro Germania.

 
LA PARTITA – Italia-Germania non è un semplice partita di calcio. Italia-Germania è la partita di calcio.
In qualsiasi angolo del bel paese come in qualsiasi regione tedesca questa partita è sentita come l’evento sportivo dell’anno, l’incontro da non perdere. Pure nel resto del mondo, specialmente nei paesi maniaci del pallone, questa partita è un’appuntamento imperdibile, un classico di questo sport.

Il presidente Pertini esulta con Bearzot la conquista del terzo titolo mondiale.

Argentina-Brasile, incontro arrogantemente denominato dai sudamericani il “Super Clasico”, non è neanche da confrontare con il vero classico del calcio, cioè quello tra gli Azzurri ed i Panzer. Il derby latino è indubbiamente una gran incontro, uno dei classici, ma è la sfida tra noi ed i tedeschi la partita migliore al mondo perché rappresenta l’essenza del pallone. Italia-Germania è classe, fantasia e intuizione contro organizzazione, percisione e freddezza sportiva. Insomma, questa partita è la rappresentazione dei due tipi di calcio, è la sfida tra il genio ribelle ed il professore.

La lapide allo stadio “Azteca” di Città del Messico che celebra la “Partita del Secolo” tra Italia e Germania (4-3) della Coppa del Mondo 1970.

Questa sfida è speciale per noi italiani perché i tedeschi non ci hanno mai sconfitto in un torneo ed evoca in ognuno di noi dolci ricordi. Chi non ricorda o non ha mai visto le immagini di Italia-Germania? Ognuno di noi ha un fotogramma di questi incontri stampato nel cervello, ogni generazione ha avuto la sua Italia-Germania da raccontare alle generazioni più giovani. L’urlo di Tradelli, il gol di Schnellinger al 92° minuto, le feste in piazza, la parabola di Grosso nel 2006, il 4 a 3 di Rivera, le migliaia di tricolori e bandire tedesche negli stadi, l’esultanza di Mancini a Euro’88, l’urlo di Caressa “Andiamo a Berlino!”, la celebrazione del presidente Pertini ed il “Campioni del Mondo!, Campioni del Mondo!, Campioni del Mondo!” di Nando Martellini sono solo alcune memorie di quel grandissimo incontro che è Italia-Germania. Oggi altri fotogrammi sono stati aggiunti alla bella raccolta ed il pettorale di Balotelli e le facce ammutolite dei tedeschi entrano a fare parte dell’album di ricordi di questa storia.

Questo incontro sportivo vale molto più del semplice primato calcistico o passaggio del turno. Questa partita è una sfida culturale, una battaglia tra due popoli che non si amano molto e che usano il calcio come arma, dalla parte tedesca per confermare la propria potenza sportiva ed economica e dalla parte italiana per vedicarsi del “amico” europeo.
La Germania è sempre stata più potente del bel paese e, dalla finta alleanza durante la seconda guerra mondiale ad oggi i tedeschi ci hanno sempre considerato inferiori e ci hanno guardato con un pizzico di disprezzo. Nel dopo guerra, quando molti di noi emigrarono nel nord Europa ricevemmo nella maggior parte dei casi un accoglienza poco calorosa da parte loro. Per questo Italia-Germania non è solo una partita, è lo scontro tra due popoli che convivono difficilmente e non si stimano.

Un’azione di gioco della partita di apertura di Euro 1988 finita 1-1.

 

Gli Azzurri festeggiano la conquista della Coppa del Mondo 1982 vinta per 3-1 contro i tedeschi.

 

La reazione del tedesco Reus e degli Azzurri al fischio finale della semifinale di EURO 2012. © AP Photo/Gregorio Borgia

 
MANCANZA DI STILE – Se la partita di giovedì scorso ha regalato, come al solito, gioie, emozioni e spettacolo, i media di ambo gli stati hanno distrutto il tutto con il solito giornalismo di cattivo gusto. Sia italiani che tedeschi hanno dato quest’anno il massimo di se stessi regalandoci commenti e titolo a dir poco vergognosi.
La stampa tedesca ci ha preso in giro come al solito nei giorni precedenti all’incontro, ma l’apice è stata la frase del commento “tecnico” durante l’intervallo della partita dove Reinhold Beckmann e Mehmet Scholl del canale Ard, hanno definito Cassano e Balotelli due “Straßenköter” (cani randagi) e due “Pflegefälle” (letteralmente “persone non autosufficienti” nel contesto del discorso inteso come “casi disperati”). Frasi di poco stile che hanno subito fatto enorme polemica e suscitato scalpore tra i 28 milioni di ascoltatori di lingua tedesca. Il tabloid svizzero di lingua germanica Blickch ha chiesto le immediate dimissioni dei due cronisti.

Le prime pagine volgari di alcuni quotidiani italiani.

Nel fronte dei media italiani non siamo stati migliori anzi, dovrei dire che siamo stati semplicemente scorretti, volgari e non professionali. Le prime pagine dei quotidiani italiani il venerdì mattina erano pieni di titoli che erano di cattivo gusto o che sembravano scritti da giornalisti con la licenza elementare. Il tutto sport ci ha illuminato con la prima pagina che titolava “Li abbiamo fatti neri!” e la foto di Balotelli, veramente triste! Libero con il titolo “VaffanMerkel”, una prima pagina che sembra scritta da ragazzini in pubertà delle scuole medie e poi, il capolavoro dei capolavori, il Giornale con il titolo “Ciao Ciao Culona”, una prima pagina di un livello talmente basso che non ci sono parole per descrivere il disgusto. Insomma, un’altra conferma che siamo una nazione con giornalisti incompetenti e con quotidiani di scarso livello.
Alla fine ci sono stati pure incidenti tra tifosi azzurri e tedeschi in Germania, ma sinceramente visto il livello dei media che abbiamo in ambo i stati non mi sorprende affatto che i tifosi si prendano a cazzotti.

 
FELICITA’ – Dovremmo essere ancora depressi, sotto shock per la bastonata che abbiamo preso domenica sera, invece siamo solo amareggiati per il fatto che la sconfitta contro la squadra migliore della storia per 4-0 sia stata troppo pesante e non abbia dato giustizia ad un torneo disputato egregiamente da parte nostra.
Chi l’avrebbe mai detto ad inizio dell’anno che gli Azzurri sarebbero andati in finale? Chi avrebbe scommesso un euro sul secondo posto qualche settimana fa? E soprattutto, chi avrebbe mai pensato di sconfiggere i tenaci tedeschi con la stupenda prestazione di giovedì?

Italiani festeggiano per le strade di Berlino © Süddeutsche.de/sebi/mcs

Diciamo la verità, nessuno credeva che potessimo fare un europeo del genere e tantomeno battere i favoriti tedeschi.
Questo europeo va ricordato non per il secondo posto ma per il fatto d’aver confermato che siamo la bestia nera dei Panzer. Otto incontri in fasi finali di tornei e mai una sconfitta, quattro pareggi, tre semifinali ed una finale vinta e una Coppa del Mondo alzata a Berlino. Noi siamo per loro non semplicemente l’Italia, siamo la “maledizione Azzurra”, l’unica squadra che non sono mai riusciti a battere in un torneo.

La disperazione dei tifosi in piazza a Francoforte al termine della semifinale di EURO 2012 persa con l’Italia per 2-1. © Reuters

Quest’incubo è per loro una cosa indigesta da sopportare, un dolore immenso ogni volta che i brutti ricordi tornano a galla. Il loro incubo non finisce al fischio finale dell’incontro, il termine della partita è solo l’inizio di un’altra maledetta giornata. Quella “maledizione Azzurra” si propaga dallo stadio alle strade, e il tifoso tedesco triste deve assistere agli ormai consueti festeggiamenti di migliaia di immigrati italiani.
Italia-Germania è quella partita che scatena feste popolari in tutta la penisola e nel mondo, strombazzate di clacson e bandiere che girano per le città. Ci fa dimenticare per qualche ora tutti i problemi del nostro paese e ci fa sentire più forti dei potenti rivali.
Allora ben vengano le feste in piazza e la gioia popolare, perché loro saranno economicamente, politicamente e socialmente migliori di noi ma non riescono a fare la cosa più semplice del mondo, batterci a calcio.
Noi siamo il loro incubo, noi siamo la “maledizione Azzurra”.

 

GUARDA LO STORICO 4-3 SU http://www.youtube.com/watch?v=26OW7815byw&feature=related
GUARDA IL “CAMPIONI DEL MONDO!” DI MARTELLINI SU http://www.youtube.com/watch?v=fPddwDTgwkE&feature=related
GUARDA L’URLO DI TARDELLI E PERTINI ESULTARE SU http://www.youtube.com/watch?v=T9c09P7dv28
GUARDA IL GOL DI GROSSO E L’URLO DI CARESSA “ANDIAMO A BERLINO!” SU http://www.youtube.com/watch?v=g7_2qI-VQYM

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Questa voce è stata pubblicata il 3 luglio 2012 da in Sport.
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