cristian sacchetti

Combattiamo chi fà a pezzi la comunità! Salva il CRC!

L’ennesima forma di mal politica danneggia ulteriormente la nostra società

 

Abano Terme è un paesino di meno di ventimila abitanti nel padovano, per essere precisi nella zona euganea della provincia patavina e, per essere maniacalmente specifici, nell’area termale della zona euganea. Bisogna essere così precisi perché da queste parti ci tengono a dire che “noi siamo della zona termale”, è quel tipico italico ragionamento che ci portiamo dietro dal medioevo, da quando il nostro territorio era un’accozzaglia di staterelli in lotta tra loro. Non c’è niente di male, fa parte della nostra cultura ed è giusto che rimanga vivo nel nostro DNA.

Abano Terme illuminata al tramonto con una parte di Colli Euganei sullo sfondo.

Quella degli Euganei è una terra particolare, con gente “differente”. Noi non siamo come i “signori” di Padova, né tantomeno come i provinciali, ma siamo un prodotto dei due, un miscuglio strano come un cocktail esotico. Per capire il perché, l’origine di questa ricetta, bisogna fare un giro in questo territorio. L’area euganea è una mezza luna di terra divisa tra colli aspri di origine vulcanica e terra fertile dove cresce uva e grano. Quello che le rende particolare da qualsiasi altra zona collinare della penisola è che qui c’è l’acqua termale e il paesaggio architettonico di un’area che ha fatto i soldi con tutte le risorse che la natura le ha dato. Hotels, negozi, zone pedonali, un ospedale, una centrale dei vigili del fuoco e zone industriali nella parte termale e fattorie, aziende vinicole, trattorie e villette in stile proprietario terreno nella zona collinare. Insomma un territorio unico nel genere con gente particolare. Un altro mondo, un microcosmo.
Tutta questa prefazione è necessaria per capire il resto dell’articolo.

 
Ad Abano Terme è stata temporaneamente chiusa una struttura pubblica, il Centro Ricreativo Comunale e teatro polivalente, o semplicemente CRC com’è da tutti chiamato.

Striscione di protesta davanti al CRC

Il comune non ha voluto rinnovare la gestione di questa struttura perché ospitava solo “un paio di concerti l’anno e un campo di bocce”, ma alcuni cittadini si sono ribellati perché ritengono che la gestione privata di questo centro possa far lentamente morire lo “spirito” del CRC e può essere un danno per la comunità aponense e dei comuni limitrofi. La loro obiezione si basa su un semplice concetto, cioè che il CRC è più di una semplice struttura comunale. E’ imbarazzante notare che il primo cittadino aponense non era neanche presente alla riunione del consiglio durante il lancio del bando di gestione del centro ricreativo, una gran mancanza di professionalità da parte del neo-eletto sindaco.

L’errore di valutazione del sindaco e del consiglio comunale è tipico di quasi tutte le istituzioni del nostro stato. Il valutare malamente le situazioni, il non ascoltare i propri cittadini e il fare i propri comodi o quelli del partito sono ormai normalità dei nostri consigli comunali, provinciali e regionali, senza dimenticare l’inettitudine di chi ci rappresenta nella capitale.
Abano Terme, come tantissimi altri comuni, non fa eccezioni e si ritrova ora a perdere una struttura che non è semplicemente un posto che “ospitava un paio di concerti l’anno e un campo di bocce”, ma è molto di più, un luogo che fa comunità e che tiene unita la società di questo piccolo pezzettino d’Italia.

Parlando con chi lavora e frequenta questo luogo o semplicemente facendoci visita e dando un’occhiata in giro si può capire perché questa piccola struttura sia così importante. Ci trovi i ragazzi che strimpellano strumenti musicali, il pensionato che fa due chiacchere, il forestiero – come qua ancora è chiamato chi non è del luogo – fare i primi incontri con la nuova comunità e l’operaio con l’impiegato che bevono qualcosa dopo lavoro, tutti qui, differenti età, stati sociali e origini culturali che usano la stessa infrastruttura e che fanno comunità.

Una locandina di una delle tante attività organizzate al CRC.

Sembra una cosa da niente invece è la base per costruire una società civile e responsabile. In un’Italia affetta dal morbo del razzismo, sempre più timorosa dello straniero e del “fratello” terùn-italiano che viene da chissà-quale-sperduto-paese-del-sud, in un paese dove le tradizioni stanno lentamente morendo, in uno stato dove i giovani sono un problema e con delle istituzioni che non fanno niente per risolvere i problemi socioculturali del bel paese, chiudere quei pochi centri che fanno comunità è come fare un harakiri sociale.
La raccolta firme che questo gruppo di cittadini di Abano Terme sta effettuando ha il sapore di riscossa popolare.
Non c’è partito politico dietro a questa protesta, è semplicemente tutta la popolazione, di tutte le fazioni, che vogliono proteggere quel poco che di buono è ancora rimasto. La loro piccola “battaglia” ha sprazzi di orgoglio risogimentale, di quel popolo che finalmente ha detto “basta!” e vuol far sentire la propria voce, quella del popolo sovrano. Una comunità unita e battagliera per il bene di tutti. Un esempio da seguire e addottare in tutto il paese.

 
Probabilmente la raccolta firme non avrà alcun effetto e il CRC verrà chiuso per sempre però il messaggio lanciato dalla piccola cittadina patavina è chiaro e semplice: non staremo mai più a guardare inermi.

La petizione va avanti e quella piccola “particolare” comunità combatte e spera…

 

 
VI PREGHIAMO GENTILMENTE DI SOSTENERE LA NOSTRA CAUSA. UNA FIRMA SULLA LETTERA-PETIZIONE POTREBBE DARE UN’AIUTO CONCRETO ALLA NOSTRA COMUNITA’. GRAZIE.

SE VOLETE MANDARE QUESTO APPELLO IN GIRO AI VOSTRI AMICI QUESTA E’ LA PAGINA DI FACEBOOK. GRAZIE.

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Questa voce è stata pubblicata il 18 luglio 2012 da in Cultura, Italia.
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